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Le 3.344 le donne uccise in Italia tra il 2000 e il 31 ottobre 2020 sono pari al 30% degli 11.133 omicidi volontari complessivamente censiti ed elaborati in Italia dall’Istituto di Ricerca Eures.

L’incidenza della componente femminile registra negli anni una costante crescita.

Tale dinamica raggiunge il suo apice nel 2020, quando si attesta sul 40,6% dei casi censiti, ovvero la percentuale più alta di sempre.

Analogamente i femminicidi familiari (che negli ultimi 20 anni presentano un’incidenza progressivamente crescente), registrano il valore più elevato proprio nel 2020 (89%), a fronte di una percentuale media del 73,5% (pari a 2.458 femminicidi familiari dal 2000 ad oggi)

Ma dietro ogni numero ci sono un nome, un volto e una storia, spesso disperata, che raramente viene raccontata, una lunga scia di discriminazioni, abusi, violenze fisiche e psicologiche che colpiscono indistintamente donne di diversa estrazione sociale, origine, cultura, condizioni di salute, livello di istruzione e ogni fascia di età.

Tuttavia, sebbene non siano disponibili informazioni attendibili a riguardo, Progetto Aisha è consapevole che i fenomeni suddetti abbiano un impatto ancora più forte sulle donne appartenenti a minoranze etniche, culturali e religiose residenti in Italia.

Le donne in questo caso spesso vivono una discriminazione multipla in conseguenza dei diversi pregiudizi connessi al genere femminile, alla provenienza, al retaggio culturale e al credo religioso.

Il progetto “InDipendenteMente” si rivolge proprio a queste donne e si propone di accompagnarle nel loro percorso di emancipazione verso il raggiungimento di una propria indipendenza personale, professionale ed economica e di una piena inclusione nella società in cui vivono, a cominciare dal mondo del lavoro.

In 12 mesi di attività guidate da professionisti del settore che vanno dalla formazione all’orientamento professionale, passando per la consulenza e il coaching fino alla creazione di un job profile e all’inserimento lavorativo, l’Associazione intende creare un precedente positivo, una serie di casi di successo che ispirino tante altre donne a riprendere possesso della propria vita e lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Allo stesso tempo, salvare anche una sola donna da un destino di  maltrattamenti e darle una seconda chance vuol dire far sopravvivere una famiglia e concedere un futuro a dei figli innocenti, spesso vittime di violenza assistita, qualora non anche subita direttamente.

Valorizzare la figura femminile favorendo la sua libertà di scelta, la sua indipendenza economica e sociale: questo intento rappresenta anche la missione più alta di Progetto Aisha. Un’associazione fatta di donne e uomini al servizio di donne che non possono più essere ignorate, tradite, abbandonate, ma che al contrario necessitano un approdo sicuro, uno sguardo comprensivo, la sospensione del giudizio, un trampolino da cui rituffarsi coraggiosamente nell’oceano della vita.

Noi di Progetto Aisha abbiamo un sogno: una società in cui le donne e gli uomini possano condividere diritti e doveri, godere di pari opportunità e vivere di mutuo aiuto e collaborazione su un piano di parità.

Se anche tu aspiri ad una società che non discrimini e non lasci le donne da sole a combattere le loro battaglie, 

investi sul futuro di ognuna di noi

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