Radici e rami (Laboratorio di Terapeutica Artistica, Accademia di Belle Arti di Brera )

Tesi di Emma Targa con Progetto Aisha
febbraio 3, 2019
Risultati Raccolta Fondi di Facebook per Progetto Aisha
febbraio 3, 2019
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OBIETTIVO DEL LABORATORIO

Per reagire ad una cultura della paura, che ha visto una rapida diffusione negli ultimi anni, è
necessario innescare un processo di conoscenza. Difficilmente una paura collettiva fa presa su chi si informa, interroga i fenomeni e li valuta dando loro il giusto peso.

Da sempre i processi migratori sono accompagnati da atteggiamenti di allarmismo, chiusura e pregiudizio. Per questo quando si
parla di integrazione si pongono come questioni centrali i temi della socialità, del contrasto ai pregiudizi e la realizzazione di progetti che favoriscano la conoscenza dei nuovi e vecchi cittadini.

ATTIVITÀ

Surrogato delle persone, con le loro relazioni fisiche e con le loro emozioni. La prima parte del laboratorio prevede la realizzazione di opere individuali ovvero contenitori, gusci realizzati attraverso la tecnica dell’intreccio di rami, all’interno dei quali ciascuna donna inserirà di volta in volta delle parole o dei pensieri intimi che riguardano stati d’animo, ricordi, promesse o desideri, che rimarranno custoditi nel grembo della loro opera.
Ogni utente creerà una propria forma, che personalizzerà ulteriormente colorandola scegliendo un unico colore che sia significativo ed elemento di giunzione tra la sua terra d’origine e quella in cui sta cercando di mettere radici.
Nelle forme di rami intrecciati, i pensieri sono custoditi in uno spazio che argina e chiude, talvolta con gravi danni, la possibilità di relazione: per costruire soggettività (non per definirla) c’è bisogno di andare al di là, di aprirsi all’esterno, di oltrepassare il limite. Il limite è un limite culturale, legato alle morali e alle convenzioni che determinano le norme del comportamento: anche per questo alcune donne si trovano nella condizione di credere di dover “avere pazienza” e “sopportare” la
violenza subita a causa dei retaggi culturali, che vedono nella pazienza della donna un dovere per la coesione famigliare e un obbligo morale. Inoltre, la diversa considerazione della dignità e dei diritti della donna rispetto all’uomo viene spesso confusa come un aspetto legato alla religione, e questo è di forte condizionamento per le donne in difficoltà.

 

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