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Per la prima volta una donna seguita dal Progetto AISHA decide di abbattere i tabù, si espone e racconta la sua difficile storia, la prima di una lunga serie.

Dopo 10 lunghi anni del mio immenso amore, spinta dal forte desiderio di condividere la mia vita con colui che era il mio “principe egiziano”, nel marzo 2016 siamo convolati a nozze!
In quei 10 anni avevo riposto nelle mani del mio principe fiducia, amore, certezze, speranze, sogni…ma anche la vita dei miei figli, infatti il mio principe aveva partecipato alla crescita del mio ultimo figlio Christian, allora di soli 2 anni e mezzo, unitamente alle difficoltà nella crescita della mia secondogenita Sara ragazza “diversamente abile” invalida civile al 100%!
Mio figlio Christian amava colui che sarebbe potuto diventare il papà tanto desiderato ed io ero davvero felice di poter donare finalmente al mio piccolo un papà.
Infatti nel 2005 lasciavo alle mie spalle un matrimonio fallito dopo 16 anni da cui erano nati 3 splendidi figli ed un MENO splendido “incidente di percorso di vita”, un cancro che intanto aveva distrutto la mia femminilità e le mie certezze!…come una forte scossa di terremoto a soli 30 anni mi ero ritrovata a fare i conti con la morte!
Ma poi in realtà, negli anni, quell incidente di percorso si è trasformato in virtù, coraggio e forza per riuscire a sopravvivere sempre e comunque! 
Così nel giugno 2016, il principe e la principessa, sono arrivati in Italia come marito e moglie. La mia gioia era alle stelle ed inebriata dall’amore fui un’ottima pedina del “principe” che dopo aver ottenuto documenti e permesso di soggiorno italiani…dopo aver accuratamente dilapidato tutti i miei risparmi…si è velocemente trasformato in un CARCERIERE e la mia casa in un lager nazista!
Ahimè le sue violenze psicologiche si facevano spazio in modo subdolo contro di me e contro i miei figli! Ogni giorno il suo risveglio significava solo pianificazione di ogni singola TORTURA che avremmo dovuto subire in silenzio.
Alle violenze psicologiche si sono succedute le violenze fisiche (…non ubbidivo…diceva..), ed ecco che un affilato coltello da cucina è stato il protagonista sul mio collo!
Violenze, umiliazioni, stalking, persecuzioni, il mio carceriere non aveva pietà di nulla neppure degli occhi terrorizzati dei miei poveri figli! 
Sputi, parolacce, denigrazioni, umiliazioni, barbarici tagli di capelli alla nazista, mi denudava per controllare i miei slip…diceva…tutto e sempre alla presenza dei miei figli!
Nulla e nessuno lo fermava, piombava a casa all’improvviso seminando terrore, dolore e violenza!
Finché quel maledetto 26 dicembre 2016 ha osato picchiare mio figlio….quel giorno che era solo il giorno dopo la nascita di Gesù, il mio Dio…sarebbe dovuto essere un giorno di gioia…invece…quel giorno….
quando ho visto le sue mani percuotere mio figlio, che a suo parere meritava violenza perché aveva osato difendere la sua mamma….quel giorno….
guardando gli occhi impietriti di mio figlio.. mi sono paralizzata dal dolore…basta…a quella vista la leonessa che dormiva in me si è improvvisamente risvegliata!
…quell infame osava toccare il mio cucciolo..ho realizzato che dovevo denunciarlo subito e salvare i miei figli e me stessa.
Nessuna madre permette che sia fatto del male ai suoi cuccioli…l’ho denunciato e siamo scappati di casa!
Per 4 lunghissimi ed interminabili mesi abbiamo vissuto nascosti in un bunker di 40 mq…FINALMENTE LIBERI dal nostro carceriere…terrorizzati ma liberi!
Mi sono immediatamente rivolta all’associazione contro la violenza alle donne, telefono Rosa, dove mi hanno sostenuta ed aiutata a capire come muovermi e difendermi!
Il mio grande ringraziamento e la mia immensa stima va al maresciallo della polizia antistalking che mi ha sempre ricevuta in caserma (a tutte le ore) ascoltata, coccolata e sostenuta!
E poi…un giorno in Facebook ho trovato il sito dell’associazione Aisha dove ho avuto l’onore di parlare e conoscere la “grande” Sig.ra Amina..amore puro…mi ha aiutata molto…ascoltandomi per ore..confortandomi per altrettante ore ed indicandomi una fantastica avvocatessa penalista e…. così , con tanta tenacia, ho iniziato a vedere di nuovo la luce!
È stata davvero dura..credetemi..ma la libertà ed il rispetto non hanno prezzo…e neanche la vita ne ha!
Come vivo oggi?..con forza e coraggio, a testa alta e fiera di me stessa..sono: “…un salice al vento, mi piego ma non mi spezzo!”
Non regalate la vostra vita…MAI..a nessuno!
Chi non ha rispetto ed umiltà non cambia, non cresce, non matura..le parole sono solo parole..i fatti dicono chi siamo veramente!
Coraggio DONNE e ricordate che ogni Dio premia gli audaci, i coraggiosi, gli umili che rispettano il prossimo…e non viceversa!
Soccombere è sintomo non solo di debolezza, di rinuncia alla vita, ma non è neanche un buon insegnamento per una buona crescita dei nostri figli! 
E….concedetemi di dirvi…che la presenza delle persone violente..la loro negatività ..porta pure SFORTUNA e jella!

La Leonessa 

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