*Comunicato con indicazioni a proposito dei comportamenti sbagliati alla Roqiya, la recitazione coranica a a scopo terapeutico.*

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L’ Associazione islamica italiana degli imam e delle guide religiose ha seguito con attenzione quanto emerso da un servizio televisivo che ha parlato della controversa pratica della “Roqiya”, ovvero la recitazione coranica a scopo terapeutico.

L’Associazione islamica italiana degli imam e delle guide religiose a tal proposito intende affermare alcune questioni:
1- Il rifiuto totale verso le pratiche sbagliate che vanno contro gli stessi principi ed insegnamenti dell’islam, oltre che essere contraria alle leggi dello Stato, come la violenza fisica o psicologica e le molestie di ogni tipo.
2- La necessità assoluta di indirizzare qualsiasi persona in condizioni di malattia fisica o mentale, ad andare dagli specialisti presso le strutture sanitarie adeguate, sapendo ricordando il detto del Messaggero, “non esiste malattia, senza che vi sia il suo rimedio”.
3- Non c’è dubbio che Iddio abbia posto nel corano una indicazione, una illuminazione, e ha parlato anche di “cura” per gli animi. Leggiamo infatti nel corano: “E facemmo discendere con il corano ciò che fosse una cura e una misericordia per i credenti.

La Recitazione Coranica a scopo “curativo”, la Rokya, e le invocazioni come indicato dal Messaggero, sono lecite e hanno un buon beneficio sullo spirito delle persone e la loro positività. Tuttavia il miglior modo per eseguire la Rokya, è quella individuale, malgrado ci siano molte persone che vanno alla ricerca per degli imam che compiano questa pratica, a volte in modo sbagliato e inaccettabile.
Raccomandiamo a tutti di prestare massima attenzione per chi segue questa pratica avendo cura della dignità della persona, nel rispetto della vera tradizione islamica e nel rispetto delle norme e delle leggi dello Stato diffidano da truffatori.
Verona
Lunedì 12 novembre 2018

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