Chi Siamo

Proggetto Aisha

Contro la violenza e discriminazione contro le donne


Visione strategia e obiettivi

Visione
Una società nella quale le donne e gli uomini possano condividere diritti e doveri, godere di pari opportunità e vivere di mutuo aiuto e collaborazione.
Missione
La nostra missione è quella di valorizzare la figura femminile, favorendo la sua libertà di scelta, la sua indipendenza sociale ed economica. Lavoriamo insieme per promuovere gli strumenti che possano garantire la tutela e il rispetto delle differenze di genere.

Cosa è il Progetto AISHA?


La violenza è un fenomeno che si sviluppa soprattutto nell’ambito dei rapporti famigliari e coinvolge donne di ogni estrazione sociale, di ogni livello culturale, provocando danni fisici e gravi conseguenze psicologiche e comportamentali. Sebbene non abbiamo attendibili informazioni sulla condizione delle donne musulmane in Italia, siamo consapevoli che il fenomeno sia presente anche tra le comunità musulmana; per questo nasce, da un gruppo di volontarie, Progetto Aisha che ha come focus l’area milanese metropolitana e si predispone all’apertura di altre sedi nelle città italiane.

Progetto Aisha è il primo progetto nel suo genere in Italia e pioniere in Europa, che mira a valorizzare la figura femminile, favorendo la libertà di scelta della donna e la sua indipendenza sociale ed economica. Lavoriamo insieme per promuovere gli strumenti che possano garantire la tutela e il rispetto delle differenze di genere e per rispondere ai bisogni di tutte quelle donne e famiglie che si trovano al di fuori di un sistema di tutele proposto dai servizi territoriali milanesi e che per molteplici ragioni non riescono ad accedervi. Certi che un indicatore fondamentale di benessere di una società sia la condizione della donna, vogliamo contribuire a migliorarne la vita, garantirne la libertà e i diritti. Siamo consapevoli che un cambiamento nel tessuto sociale rispetto alla cultura della violenza richiede l'azione integrata e sinergica con una metodologia di lavoro interdisciplinare che favorisca una migliore tutela della donna con le famiglie ed i/le cittadini/e.

L’Associazione di Promozione Sociale Progetto Aisha nasce il 5 Marzo 2016 e si costituisce come associazione il 13 Marzo 2017 con diversi obiettivi tra cui assistenza, sensibilizzazione e prevenzione, formazione.


Progetto Aisha che avrà come focus l’area milanese metropolitana e si predispone alla nascita di altre sedi nelle città italiane. Certi che l’indicatore di benessere di una società sia la condizione della donna, progetto Aisha vuole contribuire a migliorarne la vita, garantirne la libertà e i diritti. Il presente progetto spiega la necessità di sviluppare tale lavoro, il suo inquadramento nella prospettiva religiosa islamica, la visione, la missione, i valori e gli obiettivi che lo caratterizzano, evidenziando modalità operative e collaborazioni.

La violenza sulle e contro le donne e la loro discriminazione è una pratica presente e trasversale in tutte le parti del globo. Più o meno accentuata nei differenti Paesi, resta una delle piaghe più difficili da superare ancora oggi.

L’OMS ricorda che “il fenomeno della violenza contro le donne e le ragazze è presente in tutte le nazioni e le culture ed è radicata in costumi e norme sociali e culturali che privilegiano gli uomini rispetto alle donne e i ragazzi rispetto alle ragazze”.

La violenza contro le donne e la loro discriminazione si sviluppa là dove le donne si trovano in una condizione di diseguaglianza ed esclusione sociale determinata da innumerevoli fattori. Di conseguenza per superare questa condizione bisogna intervenire a monte e individuare quali possono essere gli strumenti necessari per cambiare le traiettorie di vita. Per questo nella valutazione del fenomeno è necessario considerare aspetti quali lo stato socioeconomico, la cultura, l’educazione, l’etnia, la religione, il genere, la sessualità, l’area geografica, la migrazione etc.

Le donne musulmane che non denunciano le violenze o la loro discriminazione sono un numero significativo. Tra i vari motivi, per il qual il Progetto Aisha vuole dare risposta, si riscontra che:

  • -le donne musulmane, di fatto, si preoccupato che i servizi preposti al loro aiuto e/o la polizia etichettino la violenza come un problema interamente religioso da colpevolizzare e non ritengono si faccia abbastanza per comprendere il quadro sociale e culturale più ampio di questo dramma che affligge le donne al di là della religione e cultura. Così molte sono inibite a chiedere aiuto per paura di dover essere spinte a fare scelte laceranti (ad esempio chiedere alla donna di allontanarsi dalla comunità o di lasciare la propria religione o di riconoscere nella propria cultura e o religione il male assoluto) o di essere stigmatizzata.
  • -alcune donne che chiedono aiuto ad amici o appartenenti alla comunità di riferimento vengono spinte ad “avere pazienza” e “sopportare” la violenza subita. Spesso perché non si sa come aiutarle e altre volte a causa dei retaggi culturali, che vedono nella pazienza della donna un dovere per la coesione famigliare, un obbligo morale, ecc.
  • -molte donne che subiscono violenza sono immigrate e non hanno conoscenza dei servizi a disposizione per aiutarle;
  • -non esistono nelle comunità di riferimento figure preparate ad aiutarle;
  • -le donne non denunciano per paura di perdere i figli;
  • -le donne non denunciano per paura delle reazioni dei famigliari o del compagno violento e ritengono che nessuno possa tutelarle.
  • Inoltre, come precedentemente introdotto, si riscontra un radicato impianto culturale, diversificato in base ai paesi di origine, che non riconosce alla donna pari dignità e diritti all’uomo. Questo, spesso viene confuso come un aspetto legato alla religione, e diventa di forte condizionamento per le donne in difficoltà e chi le circonda. Per questo, Progetto Aisha, a partire dalla città metropolitana di Milano, vuole offrire diversi servizi volti a sradicare l’annoso problema della violenza e discriminazione contro le donne mantenendo il focus sulle donne musulmane senza però chiudersi. Ci saranno occasioni di collaborazione attraverso attività trasversali con altre realtà.

Obiettivi principali

Il Progetto Aisha nasce in grembo alla comunità islamica, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni di tutte quelle donne che si trovano al di fuori di un sistema di tutele proposto dai servizi territoriali milanesi. Le ragioni sono molteplici, tra cui le più rilevanti sono: Barriere linguistiche: incapacità di comunicare con immediatezza alle autorità giudiziarie, forze dell’ordine e servizi sociali i disagi causati da qualunque forma di violenza subita. Barriere culturali: concezione differente dei ruoli afferiti agli enti giudiziari, alle forze dell’ordine e i servizi sociali (paese d’origine vs Italia). Timore da parte della vittima di non essere capita, compresa e considerata la sua appartenenza culturale e religiosa. Retaggi tradizionali: giustificazione da parte di alcune tradizioni delle violenze di genere a causa di interpretazioni fuorvianti e obsolete rispetto alla garanzia e la tutela dei diritti fondamentali del genere umano. Isolamento sociale: assenza totale di contatti con l’esterno la cui causa la si può ritrovare nei punti sovrastanti. Inoltre riconosciamo in maniera del tutto trasversale che l’assenza di una rete sociale è determinata da azioni da parte del partner, in una dimensione di coppia, volte a sradicare qualunque forma di contatto tra la vittima e il mondo esterno. Paura: timore della diffamazione, disapprovazione sociale e stigmatizzazione. Rientra la questione dei retaggi tradizionali e la considerazione e i valori attribuiti alla figura della donna oltre la non conoscenza delle istituzioni territoriali, garanti della tutela e la protezione delle donne.
Il nome del progetto prende proprio il nome di Aicha, moglio del profeta Mohammad, che fu una donna che tramandò una grande parte della giurisprudenza islamica. Il logo è fatto con un font apposito richiamando quello del CAIM- Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza, dal quale è nato, e il dettaglio del bocciolo con due foglioline vuole indicare un qualcosa che nasce, un qualcosa che cresce che fa parte della natura.